Il ministro Nicolais vuole legare le retribuzioni a produttività e risparmi ottenuti. Ripartono le assunzioni: ogni cento uscite, sessanta ingressi. Part time per chi si avvicina alla pensione. Mancano solo alcuni ritocchi, ma a Palazzo Chigi scommettono che a finemese sarà pronta la riforma del pubblico impiego. Romano Prodi e i sindacati dovrebbero firmare il prossimo 21 dicembre il memorandum che contiene i principi da applicare nei futuri contratti nazionali e decentrati. Quasi impossibili cambi di rotta, anche perché i sindacati, dopo aver ottenuto 3 miliardi per il biennio 2006-2007 per gli aumenti salariali, si sono dimostrati molto collaborativi con il ministro alla Funzione pubblica, Luigi Nicolais. Tanto da accettare concetti come valutazione e aumenti salariali legati alla qualità dei servizi erogati o mobilità tra enti pubblici. Obiettivi. Già oggi la pubblica amministrazione è obbligata a dare ai suoi dipendenti degli obiettivi da raggiungere per migliorare l'efficienza, ridurre i tempi e favorire l'accessibilità dei cittadini. Molti giuristi sono convinti che si scelgono mete già conquistate oppure facili da conseguire. Il governo è della stessa idea. La strada sarà porre obiettivi più ambiziosi. A deciderli i ministri, che li comunicheranno ai loro capidipartimento. A loro volta volta le direzioni generali li rimoduleranno su tutti i livelli. Per comprendere i bisogni dell'utenza Nicolais istituirà un tavolo di concertazione con i rappresentanti dei fruitori (associazioni dei consumatori, Confindustria, gli artigiani della Cna o la Confcommercio). Licenziamenti. Non ci saranno i “licenziamenti dei fannulloni” né i prepensionamenti proposti dall'economista ds Nicola Rossi. La Funzione pubblica preferisce rafforzare le attuali norme per il licenziamento per giusta causa con ammende più salate e richiami per chi, funzionari o impiegati, non raggiunge gli obiettivi concordati. Ma il governo deve svecchiare la pubblica amministrazione, dove l'età media è di 48 anni. Il ministro Nicolais sta valutando forme di incentivazione alla pensione come
part time e scivolamenti. Il ministro – che è pronto a mettersi di traverso con il sindacato sullo spoils system – presenterà un disegno di legge per licenziare i dirigenti condannati in terzo grado per particolari reati quali pedofilia, concussione e corruzione. Assunzioni. Dal 2007 salta il blocco al turn over. È stato deciso che a ogni 100 uscite seguiranno 60 entrate. I sindacati chiedono che i posti
liberi siano destinati ai precari (8mila soltanto nei ministeri). Al momento Nicolais avrebbe garantito solo una corsia preferenziale ai vincitori
di concorso. Tagli e incentivi. Preso atto delle disponibilità della Tesoreria, saranno i singoli ministri ai definire i livelli di spesa e segnalarli ai loro capidipartimento. I quali li rimoduleranno in relazione alle esigenze del territorio.
Nicolais darà il buon esempio tagliando di un ulteriore 10 per cento le
disponibilità del suo dicastero rispetto a quanto previsto in Finanziaria. Legato ai risparmi, poi, è il sistema dello stipendio accessorio, cioè dei premi oggi distribuiti a pioggia e automaticamente. Dai prossimi anni i bonus saranno proporzionali all'entità delle economie conseguite. Mobilità. A differenza di quanto accade oggi, le direzioni degli enti pubblici potranno spostare personale (la cosiddetta mobilità orizzontale) da un ufficio a un altro della stessa amministrazione. Nicolais si è detto favorevole a un'equa compensazione e propone che il trasferimento avvenga entro i confini regionali. I sindacati, invece, impongono quelli cittadini. Esclusa, per esempio, la possibilità che un dipendente possa essere trasferito in un'altra Regione.
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